lunedì 29 aprile 2013

Kimono moderno di Miyuki Tanigawa

Miyuki Tanigawa, una giovane (31anni) disegnatrice di Kimono avanguardia!
Conosciuto dai Kimono del film "Sakuran".

http://miyukitanigawa.com/

Ho letto laa sua intervista ed era interessante (in giapponese)
http://www.asahi.com/and_w/interest/OSK201304240011.html
galleria foto dei Kimono
http://www.asahi.com/and_w/interest/gallery/tanigawa_130425/01_gentou.html

Nata a Kyoto, dice "ho avuto la fortuna di crescere nella arte vera".
Le piaceva disegnare da piccola, ha studiato all'universita' d'arte la tintura dei tessuti.
All'occasione di Seijinshiki (festa per il comoimento della maggioir era'), ha disegnato Kimono (furisode).
Ha saputo che realizzazione di un Kimono e' diviso piu' di 10 procedure.
Ha frequentato gli artigiani di ogni precedimento, appassionato nel mondo di Kimono ma ha saputo anche la triste realta'...
-all'ultimo momento tutti gli artigiani mi hanno detto che "sono ultimo generazione"-
...mancanza di successore.
Ha voluto diventare la disegnatrice di Kimono, per conservare questa cultura.
Poi dice Se si stende Kimono e' l'arte ma si veste diventa Fashion.

Lei inserisce sempre un messaggio nel suo disegno.
Guerra, discriminazione ecc...
Sul suo modo avanguardio c'erano sempre le persone che dicono "questo non e' Kimono".

Continuando il disegno moderno ha studiato anche disegno tradizionale.
Poi ha avuto una grande occasione, "Sakuran".

Fatto anche la mostra a Parigi.
e dice
"quello (disegno, oggetto) che pensiamo giapponesi che siano tipicamente nipponici e quello che pensano gli stranieri sono diversi. Se disegno/produco considerando questa differenza consapevolmente, saranno cambiati i prodotti finali".

E con MihoProject il suo lavoro vanno anche all'estero.
http://mihoproject.com/aritst/index.html

no... non posso concludere il post... azz...
stavo pensando sulla tradizione giapponese che stiamo riprendendo dopo l'11/03/2011,
e le tradizioni giapponesi apprezzati dagli italiani.
poi viceversa.
Sia in Giappone che in Italia, la sua tradizione non e' apprezzato dai propri popoli e' triste.

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